
Stamattina mi sono svegliato senza sveglia, è stato un risveglio naturale, e prima di alzarmi sono rimasto un po’ di tempo lì a pensare. Avevo dei pensieri molto puliti. Mi sono sentito libero da tensioni, libero da tempi da rispettare, da emozioni da gestire, leggero. E ho fatto caso ad una cosa, di come riesco ad essere lucido in questa condizione, mi sono accorto che la mente lavora più rapidamente e meglio e più in profondità se non sotto sforzo. Non è la prima volta che ci faccio caso. Altre volte mi ero accorto di riuscire a ricordare cose che poi durante il giorno non ci sarei riuscito. In questo stato di torpore sogno e razionalità si mescolano in un cocktail devastante. E’ più facile esprimere un concetto, le parole giuste vengono da se, riesco ad essere più razionale, più obiettivo nel pesare le cose, i pensieri non sono influenzati dall’umore del momento. Credo che il nostro cervello lavori meglio se posto nella giusta frequenza. Come quando ti devi ricordare qualcosa e nonostante ti concentri al massimo non riesci a ricordare, allora è meglio staccare il pensiero, resettare, e tornare a pensarci dopo un po’, con una frequenza più bassa e allora dopo te la ricrdi. Come quando per trovare la soluzione ad un problema ti stressi, ti ci concentri notte e giorno e i pensieri passano sempre dallo stesso percorso, come in un circuito. Poi stacchi, abbassi la frequenza, ed ecco che ti arriva la soluzione, la più semplice. Come quando prendi una discussione e ti agiti, parli più ad alta voce, non pensi ma fai fluire la rabbia senza senso, rantoli, parli a raffica ma non dici niente, se invece parlassi più lentamente senza farsi prendere dall’emozione ma pensando a quello che dici, riusciresti a gestire meglio la discussione, le parole giuste verrebbero da se.
"Leggero, nel vestito migliore, senza andata nè ritorno senza destinazione, leggero, nel vestito migliore, nella testa un pò di sole ed in bocca una canzone" - Ligabue.
Credo proprio che concentrarsi non significa intensificare lo sforzo del pensiero ma trovare la frequenza giusta, il livello giusto. Bilanciare emozioni e razionalità. “Tra gridare e sussurrare. Quando due persone discutono i loro cuori sono lontani per questo gridano per farsi ascoltare, per coprire questa distanza devono gridare per farsi sentire. Al contrario, quando due persone sono innamorate sussurrano perché sono talmente vicini che basta poco per coprire la distanza, basta un sussurro. Se sono ancora più innamorate basta che si guardino per coprire la distanza, per comunicare.” Non è mia questa, però credo che renda l’idea. Riuscire a dare la frequenza giusta ai nostri pensieri e alle nostre parole.
Essendo oggi in tema poetico-filosofico, voglio raccogliere l’invito di Federica Mibemolle di comporre un Haiku, non sono adatto a cimentarmi in poesie o cose simili, ma voglio raccogliere la sfida e buttare giù qualcosa. Il mio Haiku è questo:
Nella tempesta
Parla lentamente
Pensa rapido
E, visto che lo devo passare a qualcuno, sono curioso di vedere la vena poetica di Scricciolo, che spesso mi delizia riportando con i suoi Post componimenti molto belli. Etichette: about myself
....mhhh, che bella gatta da pelare (che detto da uno scricciolo fa riflettere :-) ) accetto la sfida, ma devo pensarci un attimo.
Grazie, buon we, un abbraccio!!!